Visita a Palazzo e Giardino Leonetti Luparini
Gio, 20/05/2010 - 02:46 da Angela Fedeli
Famiglia Gelosi - Poli- poi “Leonetti-Luparini”
(a cura di Antonio Laureti)
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Palazzo
E’ un grandioso ed imponente edificio del XVI secolo con porte e finestre del piano terreno “bugnate a tutto sesto”.
Sul lato Nord è incorporata una costruzione del XV secolo ( questa costruzione ed una camera del Palazzo sono rimaste ai Poli fino a poco tempo fa)
L’ edificio è a ferro di cavallo ed è rimasto incompleto dal lato di tramontana ( lato Nord) : Nella facciata le finestre del piano nobile dovevano essere architravate o bugnate come ben si vede dalle mensole che avrebbero dovuto tenere gli stipiti e gli architravi.
Ha un portico, un cortile ed un giardino nelle cui balaustre sono scolpite le “Api dei Barberini” che il cardinale Fausto Poli ebbe per concessione da papa Urbano VIII ( Maffeo Barberini)
Possiede una splendida e comodissima scala; nel primo pianerottolo, in una nicchia, v’è una statua di Diogene scolpita in legno da ottima mano.
Nel magnifico salone gentilizio, comprendente due piani, da cui si accede nelle sale e nelle stanze ricche di lacunari e di soffitti a cassettoni, si ammira un maestoso c….. scolpito in pietra, nel quale venne sostituita l’ arme dei Gelosi con quelle dei Poli.
Al tempo dei Gelosi il Palazzo fu ricco di sculture e di mobili di pregio ( Memorie Gelosi –inventari presso Leonetti -Luparini) .
Il Palazzo accolse le riunioni di una accademia scientifica detta “ de Aurato” della quale fece parte l’ olandese Giovanni van Ekh ( uno dei promotori della Accademia dei Lincei) che fu ospite di Benedetto Gelosi nella sua villa di Baiano ( Angelini Rota-Guida di Spoleto – 1920)
Nella seconda metà del 1800 fu sede del Banco Poli – una delle cinque Banche operanti all’ epoca in città- fino a quando nel 1890 dichiarò fallimento.
La costruzione del Palazzo fu cominciata da Benedetto Gelosi nella seconda metà dei XVI secolo sulle vecchie case che la famiglia possedeva nella Vaita S. Andrea ( che dovevano essere grandiose e signorili come lo conferma l’ accennato lato di tramontana incorporato nel Palazzo ) ed esse si estendevano sino alla Piazza San Domenico.
Infatti la costruzione della “ Traversa interna” avvenuta negli anni 1853-1854 ha tagliato spazi prima occupati “ dagli orti del Monastero di S.Andrea dei Calzolai e dai giardini Poli” . Infatti – scrive Liana Di Marco ne “ La Traversa nazionale interna di Spoleto “ - costeggiando il fianco occidentale del Teatro, dopo aver superato il vicolo Marignoli, ci veniamo a trovare proprio dove sorgevano i giardini a terrazze, fontane ed un teatrino dei Poli.
Ora solo l’ alto muraglione sulla sinistra, con il suo prospetto anonimo, resta a testimoniare il brusco taglio demolitore”
Una metà del Palazzo fu venduta il 23 Ottobre 1660 per rogito notaio Giacinto Transarici a Sisinio Poli dal canonico Francesco Gelosi ( figlio del capitano Girolamo) per mille fiorini ( Memorie Leonetti Luparini e Gelosi- Istrumento) . La vendita venne autorizzata con chirografo di Alessandro VII facendo parte il Palazzo del “fidecommesso” istituito da Benedetto Gelosi.
L’ altra metà del Palazzo dovette essere venduta nel 1779 ( sempre alla famiglia Poli) quando un altro canonico D. Filippo Gelosi comprò la casa Scelli ( Atti Accademia Spoletina anni 1920-1922 pag. 133)
Nel detto “ fidecommisso” Benedetto Gelosi aveva chiamato erede un altro ramo, staccato dal ceppo da sei o sette generazioni, poiché il figlio Paolo, sposato ad una degli Ancaiani, non aveva avuto discendenza dalla propria moglie.
Famiglia Poli
I Poli erano originari di Usigni – castello del Casciano –che dovettero il loro ingrandimento e la loro nobiltà ( da umile stato sociale) al cardinale Fausto Poli, personaggio di grande aspettativa per lo stesso pontificato se fosse vissuto più a lungo ( A.Sansi- Storia del Comune parte 2- pag. 270)
Il cardinale, oltre i moltissimi privilegi ed onori inerenti alla sua alta carica ed intelligenza, ebbe da Urbano VIII – con breve del maggio 1633 – il titolo di Conte – trasmissibile ai suoi nipoti e discendenti ( Memorie Sandri Poli).
I Poli vennero a stabilirsi a Spoleto con il cav. Aurato Sisinio Poli, figlio di Policarpo Durantini ( anche esso di Usigni) e di Sipolia Poli ( sorella del Cardinale Fausto Poli) .
Questi - erede dello zio – ne assunse il cognome (Franceschini- Memorie storiche di Cascia – pag.138) e venne aggregato alla nobiltà di Spoleto il 18 giugno 1774 ( Archivio di Stato- Riformanze)
La discendenza di Sisinio Poli si estinse in una donna che andò moglie e Pierlorenzo Sandri – nobile di Amelia – che fu aggregato alla nobiltà spoletina il 2 settembre 1805 ( Archivio di Stato- Riformanze) e che continuò a sua volta il nome dei Poli come “ Sandri-Poli”
I Sandri erano noti in Amelia sin dai primi anni del secolo XV e dettero uomini illustri alle lettere alle armi ed un cavaliere di S.Stefano nel 1563 in persona di Pierlorenzo.
Del “fidecommisso” Benedetto Gelosi furono poi eredi anche i Luparini nella cui famiglia in varie epoche ( 1537 – 1588 – 1782) si accasarono donne della famiglia Gelosi.( Memorie Leonetti – Luparini- Gelosi)
(notizie tratte da “Case di Antiche Famiglie Spoletine di Benedetto Leonetti Luparini -1927- Biblioteca Comunale di Spoleto)
La Famiglia “Leonetti-Luparini” ha origine da Leonetti Gio.Battista – (1811-1891) originario di Cascia, che si trasferì a Spoleto nel 1820.
Questi sposò la Elena Luparini dalla quale ebbe un figlio “ Luigi Leonetti- Luparini” ( 1836-1877) che dette origine alla discendenza dei “ Leonetti Luparini” ( cfr. Albero Genealogico allegato)
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Nella prima metà del XX secolo il Palazzo è passato dalla Famiglia Poli alla Famiglia Leonetti Luparini Adriano.
Nella seconda metà del XX secolo il Palazzo è stato venduto a vari proprietari privati tra cui:
- Il Sig. Ivano Marinucci ( antiquario e giornalista spoletino) ha acquistato il Piano nobile - di circa 500 mq. - costituito da 8 sale, compresa quella delle feste, con soffitti a cassettoni in cui spiccano le api “barberiniane” concesse a Sisinio Poli da Urbano VIII ( papa Maffeo Barberini) per meriti acquisiti presso la Corte Pontificia. Esso è stato ristrutturato nel 1990 e arredato con mobili e suppellettili d’epoca e quindi riportato agli antichi splendori. È stata anche recuperata la splendida scultura lignea di Diogene venduta all’asta prima del Palazzo.
- L’ Associazione Industriali di Spoleto nel 1987 ha acquistato tutto il giardino e i locali sottostanti e quelli siti al piano terra ( le ex- cantine del palazzo) e li utilizza per incontri, ricevimenti e conferenze stampa durante il Festival dei due Mondi ( Meeting Point).
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