Visita a palazzo Campello
Ven, 21/05/2010 - 04:03 da Angela Fedeli
Famiglia Campello – Spoleto
( a cura di Brunori Nicoletta)
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La presenza della famiglia dei Conti “Campello” nella città di Spoleto, è documentata sin dal secolo XII; ma la storia del Casato ebbe origine nel Castello di Campello, probabilmente sul finire del secolo IX.
Come scrive Paolo Campello nel suo libro “ Il Castello di Campello: memorie storiche e biografiche” basandosi sulle testimonianze di Bernardino Campello – storico, suo antenato – e di Severo Minervio, quando il duca Guido di Spoleto andò in Francia per diventare imperatore, al suo ritorno in Italia fu seguito da una scelta schiera di sostenitori francesi.
Fra questi c’era un barone della Borgogna, Rovero di Champeaux, che “ scelta una terra sopra un forte poggio, presso la sorgente del Clitunno, dalla signoria dei suoi maggiori la chiamò “Campello” e ne ebbe l’investitura da Guido e la conferma dall’imperatore Lamberto”
Come leggiamo nell’ opera sopracitata di Paolo Campello, l’ “avito castello” rimase sempre nei loro cuori, ma la molteplice e ricca attività della famiglia si svolse a Spoleto e presso alcune corti nobiliari, non solo in Italia, ma anche in Europa.
La Famiglia ha avuto grandi personaggi che si sono distinti per le loro capacità e doti intellettuali:
• Bernardino Campello (1594- 1676): fu diplomatico alle Corti di Torino, Urbino e di Spagna. Tornato a Spoleto produsse una monumentale storia della Città in 40 libri “Historiae di Spoleti- sopplimento di quelle del Regno d’ Italia”.
• Francesco Campello: fu famoso letterato e filosofo e si affermò nella società romana del ‘700.
• Pompeo Campello: fu uomo politico tra i più rappresentativi del periodo risorgimentale dal 1848 al 1860 e fu Primo Ministro delle Armi con Pio IX e poi Ministro degli Esteri del Regno d’ Italia.
• Paolo Campello ( 1829-1917) che scrisse la Storia della Famiglia intrecciata non solo alle vicende della città, ma soprattutto – nei secoli XVII e XIX – alla Storia d’ Italia; offrì con tale opera apprezzabili contributi alla storiografia locale e nazionale.
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Per quanto riguarda il Palazzo Campello sito in Spoleto, la ricostruzione avvenne fra il 1597 ed il 1600 per opera di Solone Campello, giurista ed avvocato, autore della “ Costitutiones Ducatus Urbini “
“Spinto dallo stato fatiscente dell’ antico fabbricato, disponendo di abbondanti risorse economiche, si accordò con gli altri rappresentanti della famiglia di Piazza San Simone e dette origine al Palazzo attuale” (Paolo Campello).
Il Sansi osservava che il palazzo risentiva più del secolo passato che del nuovo ed infatti fu realizzata una bella facciata dalle linee tardo-rinascimentali.
Paolo – invece – si rammaricava che fossero state eliminate le “torri merlate” e le “porte” e le “finestre” ad arco acuto le quali sarebbero state. “ tra i più attraenti ricordi medioevali della Città di Spoleto” .
Attraverso le vicende dei terribili terremoti che nel corso del 1700 afflissero tutto il territorio dell’Italia centrale, anche il Palazzo subì danni rilevanti come … “ grandi fenditure in tutte le stanze e la caduta di quasi tutti i camini” in quello del 1767 (Paolo Campello)
Il Palazzo ospitò grandi personaggi fra i quali, nel 1831, i fratelli Bonaparte, Luigi Napoleone e Napoleone, amici di Pompeo Campello, ed inoltre le famiglie Bonaparte e Campello si imparentarono con le nozze con la principessa Maria Bonaparte. A questa nobildonna di grandi qualità fu intitolata la “società operaia femminile di mutuo soccorso” che svolse una importante funzione umanitaria e sociale e che ebbe la sua sede al pianterreno del Palazzo (dal 1892 ai primi del Novecento).
Il “giardino” che sorge sul lato est e guarda verso il Monteluco, fu ideato in occasione delle nozze di Bernardino Campello con la marchesina Del Monte Bourbon di Firenze, avvenute nel 1793.
In questa circostanza il Palazzo:
• fu abbellito di decorazioni “con leggiadri fiorami e ornati raffaelleschi del pittore Alberici”
• fu cambiata di posto la “cappella”
• “fu deliberata una spesa enorme, dalla quale però la nostra abitazione otteneva luce, salubrità ed un vasto giardino a fianco, al posto di case possedute da diversi proprietari. Trattavasi di radere al suolo tutti gli stabili che impedivano la vista del Monteluco e il bel sole di Levante e Mezzodì. I possessori di quei casamenti si fecero pagare prezzi ai quali non porrei fede, se non li apprendessi dagli strumenti di acquisto. La spesa raggiunse la somma di settemila scudi senza contarvi la costruzione del cavalcavia e le scale a due discese che univano il nuovo giardino all’appartamento degli sposi, né potè compiersi prima del 1805”
La estensione del giardino è relativamente modesta ma è ricco di piante interessanti: grandissimi esemplari di leccio, cedro del Libano, pino d’Aleppo, cipresso italico, allori, agrifogli, e glicini secolari ed una maestosa sequoia
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