Visita a Palazzo Leti

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Palazzo Leti
( a cura di M. Assunta Bordi)

La famiglia Leti compare a Spoleto almeno nel xv secolo, come dimostra lo stemma con scudo a testa di cavallo che si trova nel vicolo dell’Angelo, ove evidentemente esistevano già in quel tempo antiche case della famiglia, poi inglobate nel grande edificio in piazza del Mercato; anche in via della trattoria una porta arcuata reca ancora lo stemma dei Leti. L’altra dimora, probabilmente quella originaria, è quella che si trova in via degli Eremiti. I Leti avevano la tomba gentilizia nella vicina chiesa di San Simone presso le cappelle del Crocifisso e di San Martino. Pur non figurando tra le famiglie nobili del ‘500, i Leti avevano un solido patrimonio immobiliare: oltre alle già citate in Spoleto, avevano una villa a Sustrico e terreni in varie località, a Patrico, Acquaiura, Baiano, Maiano, Beroide, Scatarci, S.Angelo in Mercole, Terzo San Severo, San Giacomo ed altre. Lo stemma dei Leti è raffigurato anche nel loggiato della Madonna di Loreto ed abbiamo memoria di Mercurio Leti in una iscrizione nella controfacciata della chiesa di San Pietro, in cui si elogia la cospicua donazione per permettere il restauro della chiesa stessa. Pur avendo numerosi rami, la dinastia dei Leti si estinse col vecchio canonico Angelo, che visse nel grande palazzo di Piazza del Mercato fino al 1815.
PALAZZO LETI
Nel cuore del centro storico della città, è ubicata la bella residenza della nobile famiglia Leti. Si hanno notizie, in alcune pubblicazioni, che essa fu la prima residenza di questa famiglia che pare arrivata a Spoleto nel 1500 ed estinta i primi anni dei secolo XIX per mancanza di discendenti maschi. La residenza sorse all’indomani della realizzazione della cinta urbica medievale (1292), costruita più a valle, utilizzando, in parte la struttura preesistente delle mura romane, che ancora oggi si possono vedere passeggiando per via delle Felici.
Nel corso dei secoli il palazzo subì varie trasformazioni e fu nel XV e XVI secolo che prese l’aspetto di un palazzotto gentilizio.
A questo periodo si debbono le volte a botte lunettate rilevabili in alcuni ambienti del piano terra e le strutture lignee a capriata delle coperture.
Nel secolo XVII e poi nel XVIII il piccolo complesso fu trasformato con la realizzazione della parte nord e con la creazione del bellissimo giardino sul quale furono edificate le due facciate di chiara fattura neoclassica. Queste conservarono tutti gli elementi architettonici originali realizzati secondo la tipologia dell’epoca: lesene, paraste, trabeazioni, basi, capitelli, ovali che disegnano ed ornano con grande equilibrio l’insieme architettonico.
E’ importante rilevare la presenza di una fontana con ninfeo nella facciata nord del giardino. Nel recente restauro del 2003, sono affiorate delle pietre che formavano il selciato dei vialetti del giardino preesistente. Davanti all’ingresso principale del Palazzo era situata una grande vasca rotonda, poi rimossa per ragioni logistiche, che forse era utilizzata per irrigazione. Questo restauro ha permesso di recuperare quindi, un nucleo edilizio ed un sito urbano di grande valore storico e ambientale ed un giardino, ripristinato secondo gli schemi della tipologia “all’italiana” ove si trovano anche alcuni frammenti marmorei di varie epoche e tra gli altri uno stemma dei Sansi.
Personaggi “celebri” della famiglia Leti

Marta Scelli (+1591), vedova di Francesco Angelo Leti, fu molto devota a S.Filippo Neri, e nei suoi frequenti viaggi a Roma si recava spesso da lui. Viene più volte citata nella causa di beatificazione del Santo

Nicolò Leti, vescovo di Acquapendente dal 1655 al 1674

Gregorio Leti (1630-1701), nipote del vescovo di Acquapendente, si convertì al Calvinismo e visse in Svizzera. Per i suoi scritti immorali e violentemente polemici contro il Cattolicesimo meritò il titolo di “Aretino del XVII secolo”

Filippo Leti, governatore generale della Marca e governatore di Viterbo dal 1701 al 1702

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